
L’inizio dei lavori per la costruzione
risale al 1610, ma l’apertura della chiesa al culto è del
1663. Dedicata allora a S. Caterina, quando alla santa di Alessandria
non era stata ancora dedicata la chiesa che ancora oggi porta il suo
nome, accanto al palazzo Corvaja. Era una delle piccole chiese fuori
le mura, divenuta poi cappella dei Frati Cappuccini che vi edificarono
accanto un convento, e passata poi alle Suore Antoniane figlie del Divino
Zelo (dell’ordine fondato dal canonico Annibale Maria di Francia),
che hanno trasformato il convento in un grande orfanotrofio. E sono
state le Suore Antoniane, nel secolo scorso, a dedicare la chiesa a
Sant’Antonio da Padova. Ad una sola navata, ovviamente, la costruzione.
Negli stipiti e nell’architrave del portale, come all’interno
e negli altari, domina il marmo rosa di Taormina.